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È vero che l’Inter subisce tanti gol perché è troppo offensiva?

La sconfitta contro la Lazio (3-1) ha sottolineato ulteriormente i problemi difensivi della squadra di Inzaghi, bella e travolgente in attacco, fin troppo perforabile per gli standard del calcio italiano dietro. Sui meccanismi che portano l’Inter a subire così tanti gol però i torneremo dopo: prima, un’occhiata ai freddi numeri:

Gol subiti: 11

Gol subiti nel primo tempo: 6

Gol subiti nel secondo tempo: 5

Gol subiti su calcio da fermo: 4

Con le undici reti subite, i nerazzurri sono la squadra – dopo la Lazio – che ha subito più gol tra le “sette sorelle”. La distribuzione delle reti concesse è sostanzialmente equilibrata come vediamo qui sopra ma più interessante è vedere in che momenti della partita l’Inter è più soggetta a prendere gol.

La formazione di Inzaghi ha due facce: Dr. Jekyll quando recupera uno svantaggio (Verona, Fiorentina e Sassuolo), Mr. Hyde quando si fa recuperare (Sampdoria, Atalanta e Lazio). Contro Genoa e Bologna, invece, i nerazzurri hanno semplicemente dominato: match che non fanno testo insomma, anche se il gol (su corner) di Theate del Bologna dimostra come l’Inter non riesca a restare in pieno controllo della partita per tutti i 90′.

Il gol di Malinovskyi in Inter-Atalanta (2-2)

 

Ed essenzialmente l’Inter double-face nasce da questo fattore (mentale). A volte si entra male in campo, altre volte si (ri)entra male. Altre si stacca la spina per qualche minuto, come nel caso del match contro i bergamaschi. Inoltre il nuovo modo di esprimersi in fase offensiva di Inzaghi, con addirittura i terzi di difesa a ridosso dell’area avversaria in fase di possesso, genera inevitabilmente grossi rischi sulle ripartenze. L’Inter a volte appare troppo leziosa negli ultimi 16 metri e, una volta persa palla sulla trequarti “nemica” si scopre estremamente vulnerabile. Spessissimo, anche quando in vantaggio, si trova a difendere in inferiorità numerica e il povero De Vrij, grandissimo difensore ma non un fulmine di guerra sullo scatto, si trova praticamente da solo. Questa è stata la costante delle prime partite d’inizio stagione, tranne che in quelle poche dominate senza patemi. Ma andiamo ad analizzare le reti subite: sono effettivamente colpa dello squilibrio della manovra?

A ben guardare, sembra di no. Pur subendo molto l’Inter (5.3 tiri a partita, il Napoli capolista ne subisce solo 3.7) rarissimamente è effettivamente caduta per gli sbandamenti difensivi causati dal modus operandi del tecnico, bensì per eventi “sfortunati” o clamorose disattenzioni difensive. Contro l’Hellas Verona i nerazzurri subiscono un paio di ripartenze, ma l’unica rete veronese arriva su un erroraccio in fase di impostazione di Handanovic, che regala palla ai padroni di casa. Contro la Sampdoria uno è arrivato su calcio piazzato, dopo un batti e ribatti confuso e sfortunato, mentre il secondo a difesa schierata, a “freddo” a inizio secondo tempo.

Contro il Bologna la rete è arrivata su una dormita della difesa su calcio piazzato, quando la squadra era in vantaggio di 6 goal e nei minuti finali. A Firenze il momentaneo svantaggio, per quanto la squadra stesse sbandando pericolosamente, è arrivato poi solo con una azione da lancio lungo e viziata da un evidentissimo fallo non fischiato su Skriniar, mentre con l’Atalanta l’Inter ha subito due reti su tiri da oltre venti metri, il secondo su respinta centrale e inefficiente di Handanovic. Col Sassuolo, il goal è arrivato su rigore, ma ancora una volta a difesa piazzata, con Skiniar in estrema difficoltà su un brevilineo rapido come Boga. Nella sconfitta con la Lazio invece uno è arrivato su calcio di rigore, uno su ripartenza evidentemente condizionata da Dimarco a terra come ben sappiamo tutti e uno a partita ormai compromessa mentalmente su calcio piazzato, con Savic lasciato completamente solo a difesa piazzata.

Questo per quanto riguarda il campionato.

In Champions League i dati recitano:

Gol subiti: 2

Gol subiti nel primo tempo: 0

Gol subiti nel secondo tempo: 2

Gol subiti su calcio da fermo: 1

Contro il Real Madrid, dopo una partita di assoluto dominio, il gol della beffa arriva all’89’ con l’Inter schiacciata a ridosso della propria area di rigore, con la difesa piazzata ma beffata dalla giocata tutta di prima dal grande spessore tecnico del trio del Real Madrid. Contro lo Sheriff, invece, l’altro gol subito fin qui nella fase a gironi della Champions League è arrivato da un calcio di punizione battuto da Thill, con la complicità di Handanovic, dopo un fallo ingenuo di Dimarco su un contropiede dello Sheriff che però l’Inter aveva difeso bene con Skriniar in controllo sul contropiedista moldavo.

Quindi in definitiva, per rispondere alla domanda che ci siamo posti all’inizio: è vero che l’Inter subisce tanti gol perché è troppo offensiva?

Andando a vedere goal per goal, nonostante sia evidente come alla squadra manchi equilibrio sulle ripartenze avversarie, l’Inter in realtà ha subito solo un goal su contropiede, peraltro pesantemente condizionato dalla situazione, contro la Lazio. Pur traballando quindi, la squadra riesce a reggere l’urto quando si fa sorprendere scoperta. Il vero problema semmai sono i troppi goal subiti per disattenzioni del singolo e della retroguardia nel suo insieme. È la concentrazione a venir meno in troppi frangenti, come se non si riuscisse a mantenere il focus sull’obbiettivo per tutta la gara. Un aspetto quindi sul quale si può e si deve lavorare, soprattutto con la crescita della condizione fisica che fin qui è stata sicuramente pregiudicata dai ritmi intensi delle partite e delle varie soste.

Allo stesso tempo però c’è dato statistico da tenere in considerazione. Nella prima parte della scorsa stagione, con il famoso esperimento iper offensivo di Antonio Conte, l’Inter fino alla sfida con il Sassuolo che ha cambiato il volto della stagione aveva un dato relativo agli Expected Goals subiti (cioè i gol che ci si aspetta che la squadra subisca in base a quante occasioni pericolose concede all’avversario) pari a 10.48 in 8 partite, quindi di media l’Inter avrebbe dovuto subire 1.31 gol a partita in base alle occasioni concesse agli avversari. Nelle 30 partite successive in Serie A il dato si abbassò a 1.003 a partita con il nuovo sistema di gioco. Quest’anno il dato è peggiore, considerando che dopo 8 partite l’Inter di Inzaghi in campionato ha un dato sugli Expected Goals subiti pari a circa 1.38 per partita (contestualmente, è aumentato però anche il dato sugli Expected Goals fatti).

Quindi possiamo dire che per ora non è vero che l’Inter subisce troppi gol a causa del baricentro troppo alto. O almeno non abbiamo subito troppi gol in azioni nate dallo sbilanciamento offensivo. Allo stesso tempo però stiamo concedendo tanto e non c’è quella sensazione di forza granitica che c’era un anno fa, quindi dovrà trovare il modo di ottimizzare al meglio la propria idea di calcio, sposandola con la base fondamentale per vincere in Italia: i pochi goal subiti o almeno un minor numero di occasioni concesse soprattutto in alcune partite in cui affronteremo squadre che con queste caratteristiche che stiamo mettendo in evidenza ci vanno a nozze, ad esempio la Juventus.

Ma banalmente, questa è una mia supposizione, la svolta per subire meno in difesa può passare… dall’attacco. Questa Inter di Inzaghi è spesso sbilanciata in avanti anche perché fin qui non è (quasi) mai riuscita ad indirizzare in maniera decisa la partita fin dall’inizio. Una maggior precisione in zona gol, dove continuiamo a produrre molto più di quello che riusciamo a convertire in reti segnate, potrebbe essere la chiave per consentire di sbloccare e indirizzare se non chiudere del tutto le partite, concentrandosi poi sul mantenimento del risultato. Con Conte, soprattutto dopo la svolta col Sassuolo, lo abbiamo visto fare spesso.

 

 

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